Rabbia

La rabbia è una delle sette emozioni primarie e universali. Ciò vuol dire che, a prescindere dall’età, dal sesso e dalla cultura di riferimento sono osservabili le stesse espressioni del volto nelle persone che provano rabbia.

Essa è, inoltre, un’emozione innata: vi sarà, infatti, capitato di notare manifestazioni di rabbia in bambini molto piccoli. Ciò è indicativo del fatto che questa emozione ha e ha sempre avuto uno scopo evoluzionistico, ossia quello di difenderci da eventuali minacce e permetterci di adattarci all’ambiente nel quale viviamo. Chiaramente, l’intensità, la durata e la frequenza dell’ira è molto variabile e può portare l’individuo a esperire una rabbia disadattiva, ossia uno stato emotivo che ci procura malessere e non ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi.

Quali sono i segnali che ci permettono di capire che stiamo provando rabbia?

Proviamo ad elencarne alcuni:

  • accelerazione del battito cardiaco;
  • aumento dell’afflusso del sangue nella periferia del corpo;
  • maggior tensione muscolare;
  • iper-sudorazione.

 

 

Questi indicatori ci dicono che stiamo provando uno stato di rabbia e che il nostro organismo è pronto a difendersi da un eventuale nemico. La rabbia, anche quella funzionale e adattiva, non è mai piacevole: nessuno, infatti, si trova a suo agio quando la esperisce. Tuttavia, se non la sentissimo, ci troveremmo sicuramente in difficoltà e non riusciremmo a raggiungere i nostri scopi.

 

Proviamo a immaginare una situazione lavorativa ipotetica: il responsabile di S., valuta in modo approssimativo e rapido un progetto da lui realizzato, dopo mesi di duro lavoro. La sua opinione è negativa e come conseguenza, S. non riceverà il premio aziendale a cui ambiva. Comincia, dunque, a pensare di aver subito un’ingiustizia e prova rabbia. L’emozione, in questo caso, fa da motivatore affinché S. possa chiedere un appuntamento al responsabile e parlare con lui dell’accaduto, in modo da avere un’occasione di confronto e chiarimento. Se S. avesse interpretato quella situazione in modo diverso, se per esempio si fosse detto “non sono all’altezza di quel premio”, “non ho la stoffa”, non si sarebbe arrabbiato e non sarebbe andato a parlare con il suo responsabile, negandosi la possibilità di modificare il suo futuro.

 

Perché proviamo rabbia?

Le cause dell’ira sono, ovviamente, tantissime ma possiamo citare alcune tematiche che più di altre ci portano a esperire quel tipo di emozione: la percezione d’ingiustizia subita, come nell’esempio citato poco fa, la frustrazione per uno scopo che non possiamo raggiungere, oppure ancora la percezione di un rivale.